La riserva naturale del Monte Labbro

Flora e fauna sul Monte AmiataIl turismo sull’Amiata è un settore in crescita. Un tempo si prediligeva frequentare questa cima durante il periodo invernale, approfittando delle piste sciistiche messe a disposizione. Ora invece nuovi spunti richiamano i visitatori in ogni stagione: fioriscono iniziative sempre nuove, che però mirano a riscoprire la tradizione, soprattutto nell’ambito enogastronomico. La politica di valorizzazione del territorio si realizza con diverse iniziative: qui ne raccontiamo due esempi.

Il parco faunistico del Monte Amiata

Il parco del Monte Amiata rientra nella più grande riserva naturale dedicata al Monte Labbro. All’interno della sua estensione (più di 200 ettari) si studiano e si proteggono le specie animali e vegetali della zona. Strutturato su ispirazione dei parchi tedeschi, offre al visitatore la possibilità di osservare la fauna nel suo habitat con il massimo rispetto per l’ambiente, senza disturbare gli animali. Educazione ed escursionismo lavorano di pari passo nei cosiddetti “sentieri-natura”: si tratta di itinerari creati ad hoc per i visitatori, dove possiamo farci accompagnare anche dalle guide forestali.
All’interno di questo parco vengono inoltre organizzati eventi e manifestazioni, così che al fine didattico si associ un’esperienza stimolante, perché proteggere l’ambiente significa conoscerlo, così come apprezzarne i prodotti naturali e assaggiarne i piatti tipici. Anche per questo il parco faunistico del Monte Amiata ha partecipato al progetto di rivalutazione di uno dei suoi prodotti di eccellenza: l’ente aderisce infatti al programma de “La Cultura della Castagna”. L’ iniziativa è nata dal comune di Arcidosso per il bisogno di ricostruire il proprio passato, non per crogiolarsi nella malinconia della tradizione, ma per rilanciare i propri prodotti nel presente e nel futuro. Da qui deriva il bisogno di riportare in auge i tradizionali mestieri legati alla castanicoltura, così come le ricette tipiche locali: è importante non perderle.
Infine, all’interno dei suoi percorsi il parco faunistico prevede anche itinerari che rientrano nell’iniziativa “la strada della Castagna”.

La strada della castagna del Monte Amiata

La “strada della castagna” riunisce sotto il suo nome cinque comuni che si trovano sul Monte Amiata e che ergono questo prodotto a vero e proprio stendardo della propria tradizione e produzione culinaria. I comuni che da subito sono stati coinvolti in questa iniziativa sono Arcidosso, Castel del Piano, Cinigiano, Santa Fiora e Seggiano.
I sette percorsi proposti dalla mappa della strada della castagna si addentrano nei borghi della zona, ma soprattutto nei boschi e nei castagneti del monte, alla scoperta dei profumi e dei colori di queste terre, in cui l’attività dell’agricoltore non ha dominato solo la terra, ma anche il bosco: i castagni fornivano insieme la legna e il loro frutto, entrambi preziosissimi per la popolazione locale. La cura del castagneto, e di conseguenza del paesaggio, è sempre stato un elemento assai importante della cultura popolare, fin dai tempi del medioevo; secolo dopo secolo hanno mantenuto e protetto con cura le “piante del pane”, come venivano talvolta chiamate. La “strada della castagna” non vuole quindi raccontare solo le proprietà di questo frutto, ma spaziare sulla civiltà che si è formata sul Monte Amiata, sull’attività umana che nel corso dei secoli ha modellato il territorio e si è modellato su di esso, raggiungendo una incantevole armonia di aromi, colori e tradizioni.

Foto: Grischa Georgiew – FotoliaSimilar Posts:

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