Castagna del Monte Amiata: produzione e disciplinare

Il Monte Amiata si trova nella zona meridionale della regione Toscana. l territorio amiatino occupa una parte della provincia di Grosseto e una parte di quella Senese. Oltre ad essere meta di turismo, è la sede deputata alla coltivazione della Castagna del Monte Amiata IGP.

Il Monte Amiata, vulcano buono

L’Amiata era in origine un vulcano di origine quaternaria, spento ormai da moltissimi anni, tanto che la sua ultima eruzione risalirebbe a più di 700.000 anni fa: proprio da questa sua origine prende il nomignolo di “vulcano buono”, che oggi è coperto di pini, faggi e soprattutto castagni. E’ alto 1.738 metri sul livello del mare, e con la sua altezza sovrasta le colline e le vallate intorno a lui. Per la tua tipicità è meta turistica sia d’inverno, grazie alle sue piste sciistiche, che nella stagione più calda, quando i turisti lo risalgono per trovar refrigerio e far escursionismo. Sulle origini del suo nome ci sono pareri contrastanti: è opinione comune che custodisse il primo insediamento degli Etruschi, e si associa quindi il nome del monte con quello della più importante divinità etrusca, “Tinia” (da cui sarebbero derivati i latinismi “Mons Tiniatus” o “Mons Tuniatus”). Altri vedono invece l’origine del suo nome nella sua ricchezza di fiumi (tra i principali ricordiamo il Paglia e il Fiora) facendone derivare il nome dal latino “ad meata”, un toponimo traducibile come “alle sorgive”. Il terreno ha caratteristiche calcaree ed argillose, ed è il risultato del disfacimento delle rocce da rocce arenacee e composte in prevalenza di silice, prodotte dal vulcano quando era in attività, e che ancora è visibile nei grossi massi ruvidi e porosi che si trovano visitando la vetta dell’Amiata.

Il disciplinare IGP della castagna del Monte Amiata

La coltivazione del castagno sul Monte Amiata ha origine storiche molto lontane nel tempo, grazie alle condizioni climatiche ideali (con precipitazioni frequenti) e al terreno dalle particolari peculiarità. Proprio per preservarne questa caratteristicità, il disciplinare di Indicazione Geografica Protetta descrive con molta accuratezza i confini della zona di produzione della castagna del Monte Amiata, nonché le modalità di produzione. I comuni produttori della castagna del Monte Amiata sono quelli di Arcidosso, Santa Fiora, Casteldelpiano e Seggiano per la provincia di Grosseto; sempre della provincia di Grosseto sono alcuni territori appartenenti ai comuni di Cinigiano e Roccalbegna; i restanti comuni coinvolti sono invece della provincia di Siena: Castiglione D’Orcia, Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore. Le fustaie, termine con cui il disciplinare definisce i boschi ad alto fusto di castagni, devono essere iscritte ad un albo creato appositamente, con l’indicazione delle sue caratteristiche (estensione, dati del catasto, numero di piante e varietà coltivata) e della ditta proprietaria. Il disciplinare stabilisce che le piante vengano coltivate nella fascia considerata ideale per la pianta “castanetum”, che è quella che va dai 350 ai 1000 metri sul livello del mare; viene inoltre imposta una densità minima e massima di piante per ettaro (si va dalle 60 alle 150 unità). Allo stesso modo è disciplinata anche la produzione massima, che non supera i 1800 chili per ettaro.

Foto: Roland T. FrankSimilar Posts:

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